5 Commenti
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Avatar di Lorenzo Tamberi

Giulia, newsletter molto interessante come sempre e piena di spunti. Il punto costo dei biglietti dei concerti mi sta molto a cuore. Essendo andato a vederli fin da giovanissimo ho visto come te la crescita vertiginosa dei prezzi e, secondo me, siamo arrivati a un punto critico. Sta diventando sempre più oneroso andare a vedere un concerto e continuando su questa china diventeranno una cosa elitaria più di quanto già non lo sia. Io capisco che il mercato discografico rappresenti ormai un guadagno marginale ma tra accorgimenti draconiani, stress da acquisto e spese accessorie (se va bene i trasporti, altrimenti una notte fuori minimo) andare a vedere un live costa quanto una vacanza di qualche anno fa. Il mercato dei concerti è diventato una bolla, che come tutte le bolle a un certo punto scoppierà. Cosa succederà al momento di dover raccogliere le macerie?

Avatar di Marta Peloso

Mi domandavo però se fosse colpa in parte della situazione e non solo del tipo di audience non proprio giovane. L'annuncio iniziale per me non è stato chiaro, "ballare senza disturbare il vicino" non mi ha invitato a farlo, ma anzi a controllare guardinga ciò che mi accadeva intorno. Nulla. E quindi di conseguenza ho placato le membra.

Avatar di Giulia Cavaliere

Diciamo che secondo me quell'annuncio si è ben agganciato a una modalità italiana per cui educazione = non puoi oscurarmi la vista. Io ho interpretato l'annuncio come: "ballate ma se siete davanti a una persona che per esempio è impossibilitata ad alzarsi per motivi di salute magari pensateci", oppure "non date troppi colpi al vicino che vi balla a fianco", ma queste interpretazioni partono dall'idea per cui, appunto, "siamo a teatro ma vi potete alzare".

Avatar di Marta Peloso

Grazie! Letto e concordo con te ovviamente sul prezzo esorbitante (75€ per la piccionaia) ma soprattutto sulla tristezza per non aver potuto ballare, se non verso la fine, da seduta con le braccia le spalle e la testa. Avevo remore a cantare, cosa che faccio dalla mattina alla sera... Insomma per me esperienza comunque bellissima in quanto mio primo concerto di Byrne, ma limitata nell'esperienza completa per via dell immobilità

Avatar di Giulia Cavaliere

Esattamente questo il punto, per me questa esperienza da spettatrice è stata enormemente più limitante di quella di Ravenna di cui parlo qui proprio perché parte della fruizione di questo spettacolo vive nell'accordarsi a quello che succede sul palco, dove nessuno è mai fermo davanti alla musica.